Evocare un incontro

di Umberto Palestini

La tavola è imbandita con pochi, essenziali oggetti su una tovaglia dipinta che accoglie scritte e parole sparse. Sul fondo, l’imponente trittico pittorico evoca, come velato dalla foschia, un gruppo di figure femminili dal quale ne emergono due, colte nel momento dell’abbraccio.

L’installazione site specific allestita da Fabrizio Sannicandro nella Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina, intitolata La sera della Cena, omaggia, con rinnovato sguardo, La Visitazione del Pontormo e il Cenacolo Vinciano: capolavori dell’arte che hanno segnato in modo indelebile l’iconografia legata al tema dell’incontro.

La sfida di Sannicandro è quella di creare un’opera in grado di far riemergere con il proprio personale linguaggio, mescolando pittura, scultura e installazione, le emozioni provate davanti a opere che ci colpiscono nel profondo. Il suo intervento rinnega ogni rischio legato alla mera citazione e mette in campo un raffinato dispositivo concettuale imperniato sull’evocazione.

Tutta la ricerca artistica di Sannicandro è evocativa e, come per la poesia, ne costituisce l’anima. Nel suo linguaggio non trova dimora una figurazione riconoscibile, figlia della innocua descrizione.

Egli sonda gli sfrangiati contorni propri delle rimembranze, dei sogni e degli incantesimi. Per tali ragioni La sera della Cena diventa una installazione che opera per sottrazione, dove l’assenza diventa lo strumento per far apparire, fuori dal significato univoco, il senso profondo e nascosto.

L’intenso abbraccio descritto da Pontormo tra Maria ed Elisabetta, diventato il simbolo struggente di un incontro che attraversa i tempi, viene tradotto da Sannicandro con una pennellata fluida, accordata alle liriche note della gestualità libera e feconda.

Il Cenacolo viene richiamato dall’installazione che fa approdare nello spazio una tavola senza commensali, ma allo stesso tempo ci ricorda l’incancellabile necessità di riscoprire il valore fondante della condivisione, dell’essere insieme.

Con La sera della Cena Fabrizio Sannicandro, senza abdicare alla propria cifra stilistica, compie un inedito viaggio espressivo donandoci ancora una volta la magia del suo accento poetico per evocare un incontro colmo di magica sospensione che ci interroga nell’intimo.

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram