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Flab

 

Teramo 1965.

Nasce come illustratore, si diploma all’Accademia di Belle Arti a Bologna nel 1987.
Partecipa a varie esposizioni, sempre nell’ambito della pittura e dell’illustrazione, ed è consulente per aziende di abbigliamento in Italia ed Europa.
La “contaminazione” riformula a sua volta un atteggiamento nuovo, un’attitudine che oltrepassa di volta in volta, il limite culturale della “disciplina artistica”, creando la premessa per una ricerca sul segno che vive tra l’immediatezza del fumetto, l’illustrazione e la spazialità, il tempo indefinito, della pittura.
Nonostante le figure siano sottolineate in tutto il proprio volume, quasi ad uscire dal perimetro della rappresentazione , in una ricercata tridimensionalità, al tempo stesso rifuggono in una dimensione atemporale, sottraendo i propri tratti semantici, nella sospensione dell’attimo raffigurato. Una ricerca che ruota attorno alla combinazione tra il particolare e l’universale, tra la provvisorietà dell’attimo e la perfezione dell’eterno.

Peopleline

Figure disegnate da linee e contorni netti.
Come insegne, come icone della
memoria collettiva, le figure si collocano
in spazi pubblici e privati in atteggiamenti
consueti, normali, come abitanti di un mondo
possibile, ideale o del passato di ognuno di noi…

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Denuncia 2011

Salone del mobile, Milano
a cura di Bibiana La Rovere
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Interferenze 2010 Teramo

Installazione urbana in sagome di polistirolo.
 
 
 
 
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J&B Hotel Meierhof 2012 Davos Switzerland

JB

Suonatore Studio Flab 2010

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Disegni

“Sarà presente l’artista”,

questa a volte, la postilla che accompagna la notizia dell’ evento inaugurale
di una mostra o per dirla in stile glam di un vernissage.
La succitata nota che può rendere merito alla fama dell’artista, non
essendone scontata la presenza, potrebbe essere anche
un celato avvertimento per quegli sprovveduti cui capita,
inconsapevolmente, di scambiare opinioni sulla mostra proprio
con l’artista di turno, ignorandone l’identità.
La fenomenologia del vernissage si compone, se non si fonda,
su questi incidenti curiosi, come il rimanere fuori
dalla galleria a parlottare e pasteggiare un buon aperitivo ed andarsene
via senza aver visto neanche un’opera…
L’opera “Vernissage” di Fabrizio Sannicandro sfiora questo microcosmo,
ma non sembra costituire l’oggetto principale del suo interesse.
Il suo atteggiamento non è critico verso i soggetti che rappresenta,
li osserva, ma ne restituisce in maniera essenziale la condizione,
senza affidare alle immagini messaggi polemici, né visioni apocalittiche.
Non è nemmeno uno sguardo sociale, non denuncia vane mode,
si vedono donne che si sfregano le mani o mentre sono colte
nell’atto di bisbigliare, altre che prestano orecchio, uomini con le mani
in tasca, sguardi all’insu, atteggiamenti e condizioni contemporanee,
ma paradigmatiche di atteggiamenti e condizioni umane e dunque eterne.
Sarebbe meglio dire che si tratta di personaggi rappresentati “come
se fossero ad un vernissage”, il vernissage come metafora di qualcosa,
trattandosi di una contestualizzazione che ha subìto una rarefazione,
un distillato, un’astrazione.
Un tempo assolutizzato, come assolute sono le forme-figure, senza volto,
senza aperte caratterizzazioni, ma comunque caratterizzate.
Si viene cosi a configurare una pittura fatta di personaggi-tipo e di situazioni archetipiche.
Il “tempo assoluto” e i momenti che lo compongono….
I partecipanti al vernissage, tutti protagonisti di un’unica messa in scena.
Enza Di Matteo

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  • O (+39)  340 8094257
  • @ f.sannicandro@alice.it

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