Anime

L’arte di Fabrizio Sannicandro disegna le figure e gli oggetti della normalità, quelle che ci appaiono banali e scontate ritratte nel frammento di un tempo dilatato, facendole apparire uniche, quasi eroiche nella loro presenza.

Le immagini che arrivano hanno per protagonisti personaggi anonimi, senza titolo, ma che, nonostante questo, occupano di diritto un posto nel tempo assoluto.

Nelle sue opere non c’è alcun riferimento ad aspetti della realtà storica, nessun dettaglio che possa ricondurci a tratti di identificazione personale o di una realtà sociale. Le figure ritratte abitano ambienti e stanze di uno spazio assoluto, portando alla luce quella linea sottile che ci lega tutti.

Davanti a un disegno o a un’opera di Sannicandro, per un attimo avvampa in noi la sicurezza di poter comprendere il senso generale dell‘immagine; qualche momento più tardi quella sicurezza si smaterializza in una più massiccia sensazione di estraniamento. Si arriva ad avvertire l’eternità. E all’eternità si contrappone la finitezza dell’esistenza umana.

Nonostante le figure siano sottolineate in tutto il proprio volume, quasi a uscire dal perimetro della rappresentazione, al tempo stesso rifuggono in una dimensione atemporale, sottraendo i propri tratti nella sospensione dell’attimo raffigurato e facendosi astrazione.

Ed è da questo tipo di astrattezza che prendono vita quei sussulti dell’animo probabilmente impossibili da sperimentare di fronte ai contorni concreti e razionali la cui coerenza artistica al realismo, non ammette alcun dubbio.

Ogni figura o gruppo ritratto, rappresenta un tipo. Osservando queste immagini non si può fare a meno di guardare le figure come a degli archetipi o tipologie umane.

Una ricerca che ruota attorno alla combinazione tra il particolare e l’universale, tra la provvisorietà dell’attimo e la perfezione dell’eterno. Una continua transizione tra realismo e astrazione, a cui si affianca una tendenza a togliere più che ad aggiungere: un processo riduzionista che porta all‘essenza della composizione.

La realtà viene prosciugata di tutto il superfluo. Ciò che ne rimane è l’essenziale.